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Metaphysical

Mio fratello tornerà figlio unico prima o poi.

Ma infondo i tempi cambiano, le abitudini, i cicli di sonno… E può capitare che ti svegli con una nota audio in uno degli orari più impossibili nella vita di tuo fratello. Le sette del mattino.
Davvero improbabile.

E ti prende male no? Non sai mai cosa aspettarti da una nota audio, telefonata, messaggio alle sette del mattino da una persona cara che non esiste mai in quell’orario, solitamente. In un periodo tranquillissimo per entrambi peraltro!
Davvero davvero molto tranquillo, che ricevere una nota audio alle sette del mattino, è come quando vedi gli uccelli alzarsi involo prima di un terremoto.

Ma non era un terremoto. Per fortuna.

No, invece lo era. Infondo un po’ terremoto lo era. Di quelle scossettine leggere che ti fanno ricordare che la terra esiste e che ci stai camminando sopra senza ricordarti abbastanza di lei.

Ad ogni modo, non scrivo questo post per la nota audio di mio fratello. Per quello che conteneva. Non la scrivo per il terremoto e neanche per la terra, di cui ricordo più spesso di quanto lei possa pensare che ci sto camminando su da un sacco di tempo e zoppicandoci troppo. Ne per lo spavento da chiamate fuori orario standard che ti ricordano che gli infarti possono capitare.

La scrivo per una coincidenza.

Funziona che io mi alzo e accendo la musica. Funziona che non mi alzo se non l’accendo. Funziona che la mattina è il momento in cui rastrello le uscite su soundcloud della notte prima, quelle che vengono pubblicate in America nel pomeriggio. Funziona che, con una mano mi vesto e con l’altra vado avanti con le tracce alla ricerca di qualcosa di interessante. Con una mano guido e con l’altra rastrello musica.
In pratica riesco ad ascoltare un paio di ore di musica prima di doverla spegnere, nel mio ufficio non c’è musica.  Haimè.
E non potrei fare altrimenti, la ascolto a cazzo di cane purtroppo, facendo zapping compulsivo mentre mi spazzolo i denti. La musica nuova non merita questo, ma ne ho fisiologicamente bisogno.

E dove sta la coincidenza?

Ultimamente. Anzi no.
Mi è sempre capitata questa cosa, ma ultimamente è più frequente. Mi capita di inchiodarmi su alcuni pezzi. Mi blocco, mi gelo, ascolto e riparto. E poi mi riblocco per capire perchè.
A volte questi pezzi non sono neanche particolarmente belli, ma mi suscitano un’attrazione diversa da quella che ho per altra musica che apprezzo scorrendo.

Rimango letteralmente bloccata ad ascoltarli, come se mi stessero dicendo direttamente, dentro, qualcosa in quel momento, al di là della forma musicale con cui me lo stanno dicendo.
Come se dicessero “hei guarda, ti stai mettendo la maglia storta” e trasali. Recuperi un attimo l’attenzione dalla routine che stai svolgendo e ti fermi, per un attimo in qualcosa di diverso.
Mi fanno quest’effetto. Una roba assurda.

E Puntualmente, andando poi a ricercare il testo di queste canzoni che non comprendo sul primo ascolto causa inglese claudicante, il testo contiene poi un’aspetto che, in quella determinata situazione, è perfetto… E per la seconda volta rimango bloccata. Con una faccia interrogativa. Con la faccia da: “ma davvero? davvero mi sono fermata su questo pezzo a caso? Whoa è perfetto”

Un match tra musica e vita che… “whoa!” Adoro queste coincidenze. Le musincidenze.

E rido.
Rido perchè le coincidenze infondo non dovrebbero esistere,  il karma non vive sullo stream di soundcloud e non è che gradisca il fatto che canzoni bruttine finiscano per risultarmi particolarmente perfette in un momento in cui preferirei anche banalmente una canzone bella, ad una perfetta ma bruttina. Mmm no, è una cazzata. Mi piacciono anche quelle bruttine. Ma gradirei che non mi pestassero l’anima a caso ecco.
Ma tanto funziona così. A caso…

Spesso ultimamente.

Stamane ho sentito la nota audio di mio fratello, lo stream di soundcloud scorreva come sempre e come sempre si è interrotto al momento del play sulla nota audio.  Era su un pezzo musicale. Un re-mix.
Questo pezzo è ripartito e si è stoppato per tutto il tempo in cui: ho ascoltato la nota del Brò, fatto colazione, parlando con i miei, macinato il caffè, risposto ad una chiamata e registrato le note audio di risposta a mio fratello.

In pratica, sono riuscita a sentirlo per intero solo quando ho parcheggiato la macchina vicino all’ufficio.
E non sono scesa dalla macchina fino alla fine. Non ce l’ho fatta.
Mi faceva troppo ridere, riuscivo ad intuire il testo e mi faceva troppo, troppo ridere.

La musincidenza… dopo i voli pindarici low cost. Abbiamo la Musincidenza.

Una di quelle che possiamo capire solo noi.

il pezzo è

AUTOGRAF – METAPHYSICAL — DAKTYL RE-MIX

è la più grande via di fuga da una montagna che non vuoi smuovere?
It only you would let it go
Blame it all on you. 

Il testo è qui fratellino maledetto. Leggi anche sulla sinistra

Mi si è spaccato il cellulare.
Cazzo!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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