BIO

Sto tentando invano di dare un senso a questo sito. E non è una citazione di Vasco Rossi che mi fa pure altamente pena. E’ mancanza di tempo e di una connessione stabile. Che poi in realtà non c’è molto da dire su di me.

Fotografo da quando ero una marmocchia che chiedeva la reflex al babbo durante le vacanze e puntualmente riceveva graziosi cazziatoni perché non avendo ancora chiaro il meccanismo. Scattavo per sensazione, cose che vedevo solo io. E all’epoca ancora il digitale era una chimera e quindi erano foto inutili e soldi spesi nello sviluppo per niente.

Non per me almeno…

Io sono una di quelle all’antica. Non mi definisco Fotografa, non ho una laurea e non ho neanche un grande background per definirmi Fotografa. E odio le cose alla moda. Oramai è alla moda definirsi fotografi. Ho sempre pensato che la parola fotografo sia affiancabile solo ai professionisti. Non è che uno appassionato di medicina comincia dall’oggi al domani a chiamarsi Medico o Avvocato o Architetto. Per me la parola fotografo ha la stessa valenza della parola Medico – Avvocato – Architetto, per cui mi limito a chiamarmi Fotografara. Il mondo dell’arte da un punto di vista professionale è molto sottostimato, e nel mio piccolo cerco di rispettare i grandi fotografi evitando di attribuirmi un appellativo che non mi sento e non mi spetta.

Ciò nonostante, da provetta fotografara, mi sono fatta una cultura su libri di storia della fotografia, della lettura dell’immagine, ricettari di sviluppo, corsi di post-produzione ecc.

È una filosofia di vita per me la fotografia. E’ come un diario segreto, mi esprimo a scatti. Non ho un grande interesse nell’essere capita o apprezzata, mi basta fotografare per essere felice. Poi, se una critica viene per migliorarmi tecnicamente, l’accetto senza alcuna remora.

Negli ultimi tempi sono tornata al 90% su pellicola. Non che non apprezzi il progresso avuto sul digitale, non è neanche che io sia una di quelle puritane che pensa che la fotografia a pellicola sia piubbellachemammamia o cose simili. Semplicemente, la pellicola esprime molto di più quello è il mio modo di vedere attraverso un obiettivo, e quindi la uso molto più volentieri. Con l’unica pecca che è meno trasmissibile via rete e quindi, è molto più raro per me inserire scatti a pellicola fintanto che non avrò il tempo materiale di scansionare tutti i negativi che produco.

Uno dei fattori che più mi rallenta è il “tempo”. Essendo una passione esercitabile nel tempo libero, è assai problematico avere tutto il tempo di dedicarmi come vorrei a questa passione. E poi c’è il fattore “Anima”: se ho poco tempo e occupo il cervello con troppe cose a cui pensare, non riesco a gestire la fotografia come vorrei, mi arrabbio con me stessa e finisco con il bloccarmi del tutto. Per cui sono convinta che diventerò eccessivamente produttiva quando sarò in pensione.

Lo so, è ottimistico pensare alla pensione in Italia di questi tempi… Ma il pensiero positivo è sempre una cosa buona.
Direi che non ho molto altro da aggiungere su di me. Il resto sono dettagli inutili e sproloqui da biografia seria. Non è mia intenzione sembrare troppo seria. Non lo sono.