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Ostetriche sadiche

Le scelte sono una cosa strana.
Una di quelle cose di  cui spesso, troppo spesso, non ti rendi conto di fare. E spesso, troppo spesso hai la presunzione di controllare.
Una delle cose che amo delle scelte è la prima che fai. La prima scelta. Non la ricorderai mai. Ed è bellissimo. Fai una scelta importantissima, la più fondamentale di tutte, la scelta assoluta, che non ricorderai mai.
Ed è una scelta assurda. Istintiva. Forse neanche troppo infondo. E la dimentichi. Dimentichi il momento in cui la fai.
Scegli di piangere.

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Metaphysical

Mio fratello tornerà figlio unico prima o poi.

Ma infondo i tempi cambiano, le abitudini, i cicli di sonno… E può capitare che ti svegli con una nota audio in uno degli orari più impossibili nella vita di tuo fratello. Le sette del mattino.
Davvero improbabile.

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Fiumi di M&M’s

Si invecchia.

Io sono una di quelle persone fatte di pensieri prima ancora di essere carne. E non è una cosa positiva. Non sempre almeno.
Mi intrippo in catene di pensieri. Come le noccioline. Non ti accorgi mai veramente di quante ne stai mangiando finchè non tocchi il fondo e realizzi che hai messo in corpo una quantità di calorie che per smaltirle ti ci vogliono 200 giri della faccia della terra. 
La cosa positiva è che mentre le mangi ti soddisfano sempre. 
La cosa negativa è che non riesci mai a smaltirle veramente e ti si accumulano sulle lonze, e ti rallentano via via. 
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Il Chiurlo nella baia

 

Il chiurlo è un animale mitologico per me. Uno di quelli di cui non chiederò mai a google di levarmi la magia e mostrarmi il banalissimo pennuto che è.
 Lo sentivo solo quando andavo al mare in campeggio, di notte. Il verso che fa sembra quello di un ragazzo che non sa fischiare e il suono che ne esce è un fonetico "CHIU".
Credo che da piccina me lo immaginassi come un uccello con la faccia da uomo che non sa imitare i versi dei suoi compari uccelli. Qualcosa di uscito direttamente dal mondo di Oz.
Risentire dopo venti anni il verso del chiurlo è stata la cosa più bella che mi è successa in due giorni nel campeggio dove sono cresciuta.
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Perchè le gite di famiglia Dragoni finiscono sempre per essere poetiche

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Freddo nelle ossa

Mi sei mancato...
La mia vita, per quanto banale, è costellata di tanti piccoli racconti surreali e stupidi. Credo che la vita di ognuno lo sia. Ma si tende, più o meno tutti, a considerare le proprie vite troppo banali e routinarie per rendersene conto.
Io sono asmatica, tra le altre cose. E lo scrivo mentre fumo una Cesterfield Blue. E' una malattia genetica l'asma. Ma io non riesco a prenderla seriamente. Forse per via di come mi si è manifestata.
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Notizie solari

Avevo a malapena 18 anni quando la conobbi. Lavoravo. Il primo lavoro pagato. Co.co.co. stipendio da fame.
Gestivo un centro benessere di un campeggio. I clienti più frequenti erano i padroni, i figli dei padroni con gli amici dei figli dei padroni. Finivi sempre per fare orari impossibili, per sistemare, per incazzarti, gli schiamazzi, la maleducazione, la supponenza. Ma loro possono.
Lei era diversa. Bella, sempre sorridente, sempre cordiale. Di tanto in tanto si interessava pure di come andava il centro.
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La nebbia

La domenica è il giorno in cui detesto addormentarmi per eccellenza. 
Per via del lunedì. E' sempre catastrofico. E non ho mai capito perchè. 
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Da nero a verde con un treno

Vado in treno a lavoro. Ci sono due immensi vantaggi nel farlo. La convenienza e l'aumento di un +10 di difficoltà al caso, di infastidirmi la giornata. Adoro guidare, ma davvero più che vorresti non incrociare, seppur in auto, determinate persone, più che finisci per farlo. Ed è una convivenza logorante. 
Non che non mi accadano 20.000 cose per cui alla fine sia comunque costretta a prendere l'auto e quindi si vanifica il sollievo, ma dove posso evitare lo evito. 
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Self-portrait

Scindo dai soliti post muicali perchè stasera, cercando di sistemare qualche foto da ricaricare su questo sito, mi sono messa a guardarmi.

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L’aggiornamento del tomtom

Non ero tornata a scrivere dopo aver riabilitato il sito, sistemato l'hacking e essermi fatta La vacanza a Londra. 
Forse perchè avrei voluto tornare e scrivere un post pieno di foto. Narrare di un ritorno alla fotografia. Relax, sparizione dei pensieri, della depressione, della noia dalla vita, e invece l'unica cosa che mi ha lasciato Londra è l'ordine di idee, belle e brutte che possano sembrare. 
E non è poco. 
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